Consolle Bolognese Rococò in Legno Dorato con Mascherone XVIII secolo
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Consolle Bolognese Rococò in Legno Dorato con Mascherone XVIII secolo

Straordinaria consolle in stile Rococò, Bologna, XVIII secolo.
Il mobile si distingue per una ricchissima fascia sottopiano interamente intagliata a giorno, dominata al centro da un vigoroso mascherone grottesco inserito tra volute fogliacee e festoni floreali che scendono con grazia teatrale. Le quattro eleganti gambe sagomate a cabriole slanciano la struttura, arricchite sulle ginocchia da morbide foglie d'acanto e raccordate al pavimento da piedi a ricciolo. Pregiato piano in scagliola dalle calde venature rosate e ocra.
Le consolle con mascherone centrale sono piuttosto rare sul mercato dell'arte: non si trattava di una semplice decorazione geometrica, ma di un elemento figurativo magnetico. Nei mobili del Settecento, il mascherone fungeva da punto focale visivo dell'intera stanza.
Il rococò a Bologna si sviluppa principalmente tra la fine del XVII secolo (anticipato da soluzioni architettoniche e scenografiche come lo scalone di Palazzo Ranuzzi del 1695) e il corso del XVIII secolo, integrandosi con la tradizione tardobarocca locale. Lo stile si diffonde soprattutto nei palazzi aristocratici, nelle volte, negli arredi e nelle residenze private. A differenza di quanto accadeva in Francia o a Torino (dove la corte sabauda registrava meticolosamente i maestri), a Bologna la produzione di mobili in stile rococò era regolata dalle corporazioni artigiane cittadine, dove i ruoli erano rigidamente divisi: l'intagliatore scolpiva il legno (spesso essenze morbide locali come il tiglio) e il battiloro/indoratore applicava la preziosa finitura in foglia d'oro. I disegni preparatori e le linee plastiche delle consolle non nascevano direttamente dagli artigiani, ma venivano commissionati ai grandi maestri della prospettiva e della decorazione d'interni della città, come i membri della celebre famiglia Galli da Bibbiena o i quadraturisti attivi nei cantieri nobiliari. Erano loro a tracciare i motivi a rocaille, le asimmetrie, le gambe "a capriolo" e i mascheroni che l'intagliatore traduceva poi nel legno. Le consolle rococò bolognesi si distinguevano per una plasticità vigorosa, che risentiva ancora della grandiosità del barocco emiliano, ingentilita però da riccioli, motivi floreali e volute più aeree. La straordinaria qualità della doratura a foglia delle consolle bolognesi — lucidata magistralmente con pietre d'agata per brillare alla luce delle candele — era merito di una fittissima rete di artigiani dell'oro che lavoravano a stretto contatto con i laboratori di falegnameria.
La consolle è in ottimo stato di conservazione. La doratura a foglia è originale e molto ben conservata. Piccoli segni del tempo.

Questa tipologia di consolle è un pezzo d'arredamento di grande impatto visivo e sta bene principalmente in ambienti spaziosi che ne valorizzino la teatralità e l'eleganza classica. Può essere posizionata all'ingresso della casa, magari sormontata da una grande specchiera d'epoca, dove definisce immediatamente lo stile e l'importanza dell'abitazione. Nel salone di rappresentanza è perfetta contro una parete libera, tra due finestre o per riempire una nicchia architettonica, fungendo da vero e proprio punto focale della stanza. Si integra alla perfezione sia in ambienti classici che in ambienti minimal-moderni.

Misure
L max cm 128
P max cm 65
H cm 89

Trasporto tramite trasportatore specializzato in opere d'arte.

5 400 €

Epoca: XVIII secolo

Stile: Luigi XV - Transizione

Stato: Sato molto buono

Materiale: Legno dorato

Larghezza: 128

Altezza: 89

Profondità: 65

Riferimento (ID): 1839161

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via della Nave 8
Pistoia 51100, Italia

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