“Il gaudente” Bernardo Keilhau detto Monsù Bernardo (attribuito) (Elsinore 1624 – Roma 1687)
“Il gaudente”
Bernardo Keilhau detto Monsù Bernardo (attribuito) (Elsinore 1624 – Roma 1687)
Scheda critica: Prof. Emilio Negro
Tecnica: Olio su tela rintelata
Tela: cm 93x70
Cornice: cm 109x87
L'opera raffigura un uomo a mezzo busto colto in un atteggiamento di immediata naturalezza, mentre rivolge allo spettatore uno sguardo diretto e appena sorridente, interrompendo il gesto con cui solleva un elegante calice di liquore. La figura indossa un ampio mantello rosso, disposto sulle spalle, sotto il quale si intravede una veste scura chiusa da un morbido fiocco nero. Il candore del collo e dei polsini in lino crea un raffinato contrappunto cromatico ai toni caldi dell'abbigliamento.
Il personaggio è caratterizzato da un ampio cappello a falde ornato da una piuma bianca, accessorio che contribuisce a conferirgli un tono insieme teatrale e disinvolto, tipico della pittura di genere seicentesca. Lo sfondo, costruito attraverso una successione di bruni profondi e velature calde, lascia intravedere una quinta architettonica appena accennata e un'apertura paesaggistica sulla sinistra, secondo una soluzione compositiva che accentua il risalto plastico della figura emergente dalla penombra.
Il dipinto si inserisce nella tradizione della pittura di genere sviluppatasi nella Roma del Seicento, dove artisti nordici e italiani elaborarono un linguaggio capace di fondere il naturalismo caravaggesco con una più intima osservazione della vita quotidiana.
L'opera concentra l'attenzione sul carattere psicologico del personaggio piuttosto che sulla semplice descrizione narrativa. Il volto, costruito attraverso un delicato equilibrio di luce e ombra, restituisce una fisionomia intensamente individualizzata, nella quale le rughe, il lieve sorriso e lo sguardo rivolto verso l'osservatore suggeriscono una presenza viva e spontanea, lontana da ogni idealizzazione.
Particolarmente efficace appare il rapporto tra il rosso intenso del mantello e i bruni profondi dello sfondo, soluzione cromatica che conferisce all'insieme un notevole equilibrio tonale.
La pennellata alterna una stesura più fluida nelle vesti ad una maggiore accuratezza nella resa dell'incarnato, ottenendo un convincente equilibrio tra sintesi pittorica e precisione descrittiva.
Dal punto di vista stilistico il dipinto presenta numerosi elementi riconducibili alla cerchia di Bernardo Keilhau detto Monsù Bernardo, artista danese attivo prevalentemente a Roma, tra i più significativi interpreti della pittura di genere nella seconda metà del XVII secolo.
Si osservano infatti analogie nella costruzione fisiognomica dei volti, nella scelta di raffigurare figure isolate a mezzo busto, nella gamma cromatica dominata da bruni, rossi e bianchi luminosi e nella particolare capacità di restituire una sottile ironia psicologica senza cadere nella caricatura.
Bernardo Keilhau detto Monsù Bernardo (attribuito) (Elsinore 1624 – Roma 1687)
Scheda critica: Prof. Emilio Negro
Tecnica: Olio su tela rintelata
Tela: cm 93x70
Cornice: cm 109x87
L'opera raffigura un uomo a mezzo busto colto in un atteggiamento di immediata naturalezza, mentre rivolge allo spettatore uno sguardo diretto e appena sorridente, interrompendo il gesto con cui solleva un elegante calice di liquore. La figura indossa un ampio mantello rosso, disposto sulle spalle, sotto il quale si intravede una veste scura chiusa da un morbido fiocco nero. Il candore del collo e dei polsini in lino crea un raffinato contrappunto cromatico ai toni caldi dell'abbigliamento.
Il personaggio è caratterizzato da un ampio cappello a falde ornato da una piuma bianca, accessorio che contribuisce a conferirgli un tono insieme teatrale e disinvolto, tipico della pittura di genere seicentesca. Lo sfondo, costruito attraverso una successione di bruni profondi e velature calde, lascia intravedere una quinta architettonica appena accennata e un'apertura paesaggistica sulla sinistra, secondo una soluzione compositiva che accentua il risalto plastico della figura emergente dalla penombra.
Il dipinto si inserisce nella tradizione della pittura di genere sviluppatasi nella Roma del Seicento, dove artisti nordici e italiani elaborarono un linguaggio capace di fondere il naturalismo caravaggesco con una più intima osservazione della vita quotidiana.
L'opera concentra l'attenzione sul carattere psicologico del personaggio piuttosto che sulla semplice descrizione narrativa. Il volto, costruito attraverso un delicato equilibrio di luce e ombra, restituisce una fisionomia intensamente individualizzata, nella quale le rughe, il lieve sorriso e lo sguardo rivolto verso l'osservatore suggeriscono una presenza viva e spontanea, lontana da ogni idealizzazione.
Particolarmente efficace appare il rapporto tra il rosso intenso del mantello e i bruni profondi dello sfondo, soluzione cromatica che conferisce all'insieme un notevole equilibrio tonale.
La pennellata alterna una stesura più fluida nelle vesti ad una maggiore accuratezza nella resa dell'incarnato, ottenendo un convincente equilibrio tra sintesi pittorica e precisione descrittiva.
Dal punto di vista stilistico il dipinto presenta numerosi elementi riconducibili alla cerchia di Bernardo Keilhau detto Monsù Bernardo, artista danese attivo prevalentemente a Roma, tra i più significativi interpreti della pittura di genere nella seconda metà del XVII secolo.
Si osservano infatti analogie nella costruzione fisiognomica dei volti, nella scelta di raffigurare figure isolate a mezzo busto, nella gamma cromatica dominata da bruni, rossi e bianchi luminosi e nella particolare capacità di restituire una sottile ironia psicologica senza cadere nella caricatura.
8 500 €
Epoca: XVII secolo
Stile: Luigi XIV - Reggenza
Stato: Sato molto buono
Materiale: Olio su tela
Riferimento (ID): 1846104
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa





























