Ambito napoletano, cerchia di Leonardo Coccorante (Napoli, 1680 ca. – 1750)
Ambito napoletano, cerchia di Leonardo Coccorante (Napoli, 1680 ca. – 1750)
“Capriccio architettonico con porto e figure”
Tecnica: Olio su tela con rintelo
Tela: cm 151x95
Cornice: cm 167x111 coeva
Condizioni: molto buone compatibili con l’epoca
Questo elegante dipinto raffigura un suggestivo porto ideale, animato da mercanti, marinai e popolani, ambientato entro una scenografica quinta architettonica che fonde elementi classici, medievali e fantastici secondo il gusto del capriccio settecentesco.
La composizione si sviluppa attraverso un calibrato impianto prospettico: ai lati si ergono monumentali architetture che incorniciano l'apertura verso il mare, mentre in primo piano frammenti archeologici, urne, colonne e materiali da costruzione introducono lo spettatore in uno spazio immaginario, ricco di suggestioni antiquarie. Al centro della scena una piccola imbarcazione attracca presso una poderosa città fortificata, dominata da torri, campanili e bastioni che evocano il Mediterraneo orientale, mentre sullo sfondo un profilo montuoso richiama idealmente il Golfo di Napoli.
La scena è animata da una raffinata staffage composta da figure di mercanti e popolani, tra le quali spicca un personaggio in abiti levantini che dirige le operazioni di scarico delle merci. Particolarmente interessante è la presenza, sulla cassa trasportata dal facchino, di un marchio mercantile costituito da due lettere "V" separate da una piccola croce. Questo tipo di contrassegno, attestato nella tradizione commerciale mediterranea tra XVII e XVIII secolo, veniva utilizzato come segno identificativo di mercanti o compagnie di navigazione e costituisce un dettaglio iconografico di notevole interesse, testimonianza dell'attenzione dell'artista verso gli aspetti della vita portuale e dei traffici marittimi.
La scelta dell'artista di riprodurre con precisione questo marchio, anziché ricorrere a un generico segno convenzionale, testimonia una particolare attenzione verso la realtà del mondo portuale e commerciale. Non si può escludere che tale elemento costituisca un riferimento al committente dell'opera o alla sua attività mercantile, secondo una prassi ben attestata nella pittura di destinazione privata del XVIII secolo, nella quale simboli, insegne e marchi di proprietà venivano talvolta inseriti con discrezione all'interno della composizione.
Per impostazione compositiva, repertorio architettonico, qualità atmosferica e tipologia delle figure, il dipinto appare riferibile all'ambito napoletano della cerchia di Leonardo Coccorante, tra i massimi interpreti del paesaggio fantastico del Settecento. In particolare, la resa luministica e la vivace caratterizzazione della staffage mostrano affinità con quella cultura figurativa che, partendo dall'esperienza di Coccorante, trovò ulteriori sviluppi negli artisti operanti a Napoli nel secondo quarto del XVIII secolo.
“Capriccio architettonico con porto e figure”
Tecnica: Olio su tela con rintelo
Tela: cm 151x95
Cornice: cm 167x111 coeva
Condizioni: molto buone compatibili con l’epoca
Questo elegante dipinto raffigura un suggestivo porto ideale, animato da mercanti, marinai e popolani, ambientato entro una scenografica quinta architettonica che fonde elementi classici, medievali e fantastici secondo il gusto del capriccio settecentesco.
La composizione si sviluppa attraverso un calibrato impianto prospettico: ai lati si ergono monumentali architetture che incorniciano l'apertura verso il mare, mentre in primo piano frammenti archeologici, urne, colonne e materiali da costruzione introducono lo spettatore in uno spazio immaginario, ricco di suggestioni antiquarie. Al centro della scena una piccola imbarcazione attracca presso una poderosa città fortificata, dominata da torri, campanili e bastioni che evocano il Mediterraneo orientale, mentre sullo sfondo un profilo montuoso richiama idealmente il Golfo di Napoli.
La scena è animata da una raffinata staffage composta da figure di mercanti e popolani, tra le quali spicca un personaggio in abiti levantini che dirige le operazioni di scarico delle merci. Particolarmente interessante è la presenza, sulla cassa trasportata dal facchino, di un marchio mercantile costituito da due lettere "V" separate da una piccola croce. Questo tipo di contrassegno, attestato nella tradizione commerciale mediterranea tra XVII e XVIII secolo, veniva utilizzato come segno identificativo di mercanti o compagnie di navigazione e costituisce un dettaglio iconografico di notevole interesse, testimonianza dell'attenzione dell'artista verso gli aspetti della vita portuale e dei traffici marittimi.
La scelta dell'artista di riprodurre con precisione questo marchio, anziché ricorrere a un generico segno convenzionale, testimonia una particolare attenzione verso la realtà del mondo portuale e commerciale. Non si può escludere che tale elemento costituisca un riferimento al committente dell'opera o alla sua attività mercantile, secondo una prassi ben attestata nella pittura di destinazione privata del XVIII secolo, nella quale simboli, insegne e marchi di proprietà venivano talvolta inseriti con discrezione all'interno della composizione.
Per impostazione compositiva, repertorio architettonico, qualità atmosferica e tipologia delle figure, il dipinto appare riferibile all'ambito napoletano della cerchia di Leonardo Coccorante, tra i massimi interpreti del paesaggio fantastico del Settecento. In particolare, la resa luministica e la vivace caratterizzazione della staffage mostrano affinità con quella cultura figurativa che, partendo dall'esperienza di Coccorante, trovò ulteriori sviluppi negli artisti operanti a Napoli nel secondo quarto del XVIII secolo.
4 900 €
Epoca: XVIII secolo
Stile: Luigi XV - Transizione
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Riferimento (ID): 1848940
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa































