Oggetti d'antiquariato

Il ritratto perduto di Raffaello

Olio su tela realizzato tra il 1516 e il 1517 circa, Ritratto di un giovane uomo è un’opera della maturità di Raffaello su cui molto si è dibattuto. Non essendo presenti fonti riguardanti la commissione del dipinto, la critica ha a lungo discusso su chi possa essere il soggetto rappresentato senza mai trovare un definitivo punto di accordo.

La fisionomia del giovane rappresentato richiama quella dell’Autoritratto del 1504 conservato agli Uffizi e quella dell’autoritratto come Apelle nella Scuola di Atene realizzato tra il 1509 e il 1511 nelle Stanze Vaticane. Tuttavia, l’abbigliamento del giovane si rifà all’iconografia di un nobile piuttosto che di un artista: l’ampia camicia bianca, la pelliccia appoggiata sulle spalle e un cappello nero.

Potrebbe dunque trattarsi di un autoritratto in parte idealizzato o piuttosto di una figura dell’aristocrazia a noi sconosciuta. I lunghi capelli castani che arrivano a confondersi con la pelliccia incorniciano un volto giovane e dai tratti femminili: l’effigiato, posto di tre quarti, guarda verso lo spettatore accennando un sorriso; alle sue spalle si trova una finestra che si apre su uno scorcio naturalistico.

La tela è stata tagliata nella parte sinistra per poterla adattare alla cornice.

L’opera è conosciuta soprattutto per la sua infelice vicenda. Acquistata sul finire del XVIII secolo dai principi polacchi Czartoryski insieme a La dama con l’ermellino di Leonardo e Il paesaggio con il buon samaritano di Rembrandt, entrò nella collezione della famiglia in Polonia dove fu minacciata e quindi spostata prima nel 1830 a causa delle insurrezioni anti-zariste e poi nel 1848 con i moti rivoluzionari.

La dama con l’ermellino, Leonardo da Vinci, 1489.

Paesaggio con il buon samaritano, Rembrandt, 1638.

Nel 1876, il dipinto diventò parte del Museo Czatoryski a Cracovia. Nascosto a Dresda durante la Prima guerra mondiale, nel 1939 venne portato insieme agli altri due capolavori acquistati dai principi polacchi a Sieniawa. Le opere furono ugualmente scovate dalla Gestapo e finirono nelle mani del governatore della Polonia durante l’occupazione nazista Hans Frank che durante la fuga riuscì a portare in salvo i dipinti di Leonardo e di Rembrandt a Cracovia, dove si trovano ancora oggi.

Del Ritratto di giovane uomo si sono perdute le tracce.

Se in una delle scene conclusive di Monuments Men, film del 2014 che racconta le vicende di un gruppo di esperti d’arte incaricati dagli alleati di recuperare le opere d’arte saccheggiate dai nazisti, l’opera di Raffaello viene mostrata in fiamme, non ci sono in realtà certezze che la tela sia andata distrutta. Potrebbe anche trovarsi nelle mani di un facoltoso privato: il valore economico del dipinto è stimato intorno a cento milioni di euro ma la venalità della tela non è indice affidabile della perdita artistica e civile derivante dalla scomparsa dell’opera.

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