Coppia di dipinti del Settecento: Madonna Pastora e Cristo Buon Pastore, XVIII secolo
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Coppia di dipinti del Settecento: Madonna Pastora e Cristo Buon Pastore, XVIII secolo

Scuola veneta, Inizio XVIII secolo
Madonna Pastorella (La Divina Pastora) e Cristo Buon Pastore
(2) Olio su tela, 26 × 32 cm


La coppia di dipinti esaminati raffigurano due iconografie pastorali cristiane raramente accostate tra loro: la Madonna Pastorella, nota anche come la Divina Pastora o Madre del Buon Pastore e il Cristo Buon Pastore. La Vergine è rappresentata seduta in un paesaggio idilliaco, vestita con manto blu e tunica rossa (colori mariani tradizionali). Indossa un cappello di paglia, segno di umiltà e legame con la vita rurale. Tiene un agnello in grembo, mentre un altro si avvicina e uno giace ai suoi piedi. Sul lato sinistro, si intravede un lupo, simbolo dei pericoli da cui Maria protegge il gregge dei fedeli.
Cristo, coperto da un ricco manto rosso, a torso nudo, indossa anche lui un cappello di paglia a tesa larga e siede in un paesaggio pastorale, circondato da pecorelle che gli si accostano fiduciose. Porta il bastone pastorale, simbolo della guida spirituale, mentre il suo gesto aperto esprime accoglienza e salvezza. Il paesaggio sullo sfondo suggerisce la serenità paradisiaca e la promessa di redenzione.
La Madonna Pastorella è un tema poco diffuso che vede raffigurata Maria come protettrice del gregge cristiano, presentandola in un ruolo di madre e guida spirituale, dolce e vicina al popolo. La dottrina della pastoralità della Vergine Maria invocata come Madre del Buon Pastore è contenuta nel Deposito della Rivelazione ed è sempre stata più o meno esplicitamente insegnata dai santi Padri, dottori e scrittori ecclesiastici. Il titolo di Pastora fu applicato a Maria, in modo più o meno esplicito, nell’era patristica (Sant’Andrea di Creta la invoca come “Immacolata Vergine da cui è nato il grande Pastore e Agnello”, San Giovanni Damasceno la riconosce come “Madre di Cristo Pastore”) e anche in tempi più recenti, come si può apprendere dalla devozione di origine spagnola (1703 visione di sant’Isidoro e successivo sviluppo della precisa iconografia).
Il Cristo Buon Pastore, è invece una delle iconografie più antiche del cristianesimo, deriva dal Vangelo di Giovanni (10,11): «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la sua vita per le pecore». Qui Cristo viene rappresentato come custode amorevole e pronto al sacrificio.
Nelle opere analizzate la pittura si distingue per il colore vibrante e la luminosità ereditata dalla tradizione di Tiziano e Veronese, ma filtrata attraverso la sensibilità barocca. La scelta di soggetti pastorali riflette la spiritualità affettiva e intima del tempo, legata a un culto più personale e devoto.
Le figure centrali sono poste in evidenza, il gesto delle mani e la disposizione degli animali guidano lo sguardo, accentuando il tema della cura e della protezione. I volti dolci e pacifici si inseriscono nella tradizione devozionale del primo Settecento, volta a stimolare un rapporto affettuoso e confidente con il sacro. Dominano rossi caldi, blu intensi e verdi morbidi, con effetti di luce diffusa che creano un'atmosfera lirica e contemplativa.
Questa coppia di dipinti rappresenta un raffinato esempio di devozione mariana e cristologica in chiave pastorale, espressione della spiritualità dei primi anni del XVIII secolo. L’accostamento di Maria e Cristo in veste di pastori sottolinea il ruolo salvifico e protettivo di entrambi, restituendo una visione consolante e rassicurante della fede.

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820 €

Epoca: XVIII secolo

Stile: Luigi XV - Transizione

Stato: Buono stato

Materiale: Olio su tela

Lunghezza: 26

Larghezza: 32

Riferimento (ID): 1586985

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

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