Firmato in basso a destra, firma indecifrabile
Con cornice coeva dorata (difetti): cm 72,5x90,5x6
Quest’opera combina elementi del paesaggismo romantico con una tradizione pittorica classica o arcadica.
Il dipinto è dominato da una composizione che bilancia elementi naturali e rovine umane, avvolti in un'atmosfera crepuscolare o nebbiosa che contribuisce al tono melanconico. La scena è suddivisa orizzontalmente: in primo piano, un'area terrosa e ombrosa, un fiume o guado al centro e, in lontananza, una vasta pianura che si perde in colline e montagne sfumate.
Il cielo, ampio e luminoso, occupa gran parte della tela, con toni che vanno dal grigio opaco in alto, a destra, a sfumature di giallo, rosa e azzurro verso l'orizzonte, suggerendo una luce radente di alba o tramonto. Questo effetto luminoso è tipico della pittura nordica, attenta alle variazioni atmosferiche.
L'opera si inserisce nell’ambito del paesaggismo romantico del XIX secolo, in particolare in quella sua declinazione nordica che spesso reinterpretava i temi classici italiani, come la veduta di rovine e la luce arcadica.
La pennellata è attenta ma non estremamente definita, soprattutto nelle aree di sfondo, dove si fa più sfumata per creare l'effetto atmosferico, mentre in primo piano il dettaglio è maggiore, soprattutto nel bestiame e nelle figure. La gamma cromatica è dominata da toni terrosi, bruni e ocra in primo piano, che si scaldano verso il centro con i rosa e i gialli del cielo, e si raffreddano in lontananza con gli azzurri e i grigi, una tavolozza che accentua il senso di malinconia storica e solitudine che permea l'opera.
Il dipinto è, in sostanza, una meditazione sulla caducità della storia (le rovine) e sulla perpetuità della natura e della vita pastorale (il bestiame e i pastori), un tema molto caro all'estetica romantica.
Stato di conservazione: Il dipinto è in buone condizioni.
Restiamo a vostra disposizione per ulteriori informazioni.






































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