Ritratto di filosofo, olio su tela, scuola napoletana, XVII secolo
Questo dipinto è un esempio del naturalismo di Caravaggio, probabilmente attribuibile alla cerchia di Jusepe de Ribera (detto Lo Spagnoletto). Il dipinto raffigura molto probabilmente un filosofo antico (forse Eraclito o Diogene) o un santo eremita (come San Girolamo).
Nella Napoli del XVII secolo, la distinzione tra queste due figure era spesso sottile: entrambi erano ritratti come uomini anziani, segnati dal tempo, assorti nello studio e che vivevano in povertà.
Attributi: Nell'angolo in basso a destra sono visibili libri e fogli di carta (o pergamena) consumati, simboli di saggezza e riflessione intellettuale.
Posa: Il braccio appoggiato e lo sguardo rivolto allo spettatore creano un'immediata impressione di presenza fisica e psicologica. Stile e tecnica: L'opera incarna i principi del tenebrismo:
Uso della luce: Una luce intensa e direzionale colpisce la spalla e il viso dell'uomo, immergendo il resto della composizione in un'ombra profonda. Questa tecnica evidenzia i volumi anatomici e la texture della pelle.
Realismo crudo: l'attenzione ai dettagli nella rappresentazione di un corpo "vivo" – le rughe sulla fronte, i tendini del braccio, la barba ispida – è caratteristica della scuola napoletana, che rifiutava l'idealizzazione a favore di una verità quasi brutale. Tavolozza: i colori sono limitati a una gamma di bruni, ocra e toni terrosi, tipici della pittura "materica" del napoletano a metà del XVII secolo.
Contesto napoletano: la scelta di modelli "presi dalla strada" per interpretare i grandi personaggi del passato è un segno distintivo dell'arte napoletana del XVII secolo. Questo stile era molto apprezzato dai collezionisti dell'epoca perché combinava profondità filosofica con la potenza visiva della realtà. L'opera è stata restaurata, ritelata e ridipinta.
Nella Napoli del XVII secolo, la distinzione tra queste due figure era spesso sottile: entrambi erano ritratti come uomini anziani, segnati dal tempo, assorti nello studio e che vivevano in povertà.
Attributi: Nell'angolo in basso a destra sono visibili libri e fogli di carta (o pergamena) consumati, simboli di saggezza e riflessione intellettuale.
Posa: Il braccio appoggiato e lo sguardo rivolto allo spettatore creano un'immediata impressione di presenza fisica e psicologica. Stile e tecnica: L'opera incarna i principi del tenebrismo:
Uso della luce: Una luce intensa e direzionale colpisce la spalla e il viso dell'uomo, immergendo il resto della composizione in un'ombra profonda. Questa tecnica evidenzia i volumi anatomici e la texture della pelle.
Realismo crudo: l'attenzione ai dettagli nella rappresentazione di un corpo "vivo" – le rughe sulla fronte, i tendini del braccio, la barba ispida – è caratteristica della scuola napoletana, che rifiutava l'idealizzazione a favore di una verità quasi brutale. Tavolozza: i colori sono limitati a una gamma di bruni, ocra e toni terrosi, tipici della pittura "materica" del napoletano a metà del XVII secolo.
Contesto napoletano: la scelta di modelli "presi dalla strada" per interpretare i grandi personaggi del passato è un segno distintivo dell'arte napoletana del XVII secolo. Questo stile era molto apprezzato dai collezionisti dell'epoca perché combinava profondità filosofica con la potenza visiva della realtà. L'opera è stata restaurata, ritelata e ridipinta.
12 000 €
Epoca: XVII secolo
Stile: Luigi XIV - Reggenza
Stato: Restaurato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 91.5 cm
Altezza: 125.5 cm
Riferimento (ID): 1685230
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa



























