Scultore d’oltralpe, metà del XVIII secolo, San Giacomo Maggiore
Scultore d’oltralpe, metà del XVIII secolo
San Giacomo Maggiore
Legno dipinto e dorato, alt. 69 cm
Questa scultura in legno dipinto e dorato raffigura San Giacomo Maggiore nelle vesti di pellegrino, un'opera che coniuga abilmente la devozione popolare con la ricercatezza plastica del XVIII secolo. La figura si presenta in una posa dinamica, caratterizzata da un leggero contrapposto che suggerisce l'idea del cammino: la gamba sinistra è avanzata, mentre il busto ruota lievemente per assecondare il gesto della mano destra, tesa in un atto di esortazione o di indicazione della via. Il santo indossa una lunga tunica scura su cui poggia una corta mantellina, la schiavina, bordata da una preziosa profilatura dorata che illumina i volumi del panneggio. Sulle spalle ricade una mantellina che si gonfia in pieghe profonde e articolate. Dal punto di vista stilistico, soprattutto nella resa delle pieghe dell'abito del Santo, sembra indicare che lo scultore conosca l'opera dello scultore Veit Stoss, attivo in Europa centrale a cavallo tra XV e XVI secolo e che ha influenzato la scultura lignea in tutta l'area germanica per i secoli successivi. L'iconografia è definita con estrema precisione attraverso gli attributi tipici della peregrinatio: il lungo bastone o bordone, impugnato con vigore dalla mano sinistra, il cappello a tesa larga per ripararsi dalle intemperie e le conchiglie, simbolo universale del pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, che ornano sia il copricapo che il bavero della veste. Il volto, incorniciato da una barba folta e ben definita, esprime una severa ma serena concentrazione, con lo sguardo rivolto verso l'alto. Dal punto di vista storico e biblico, Giacomo il Maggiore, figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni l'Evangelista, fu uno dei primi apostoli scelti da Gesù e il primo a subire il martirio. La sua trasformazione iconografica da apostolo a pellegrino si deve alla leggenda del ritrovamento del suo corpo in Galizia, evento che diede origine a uno dei più importanti flussi migratori devozionali del Medioevo. In questa scultura, tale eredità si fonde con il linguaggio figurativo della seconda metà del XVIII secolo, collocando l'opera nell'ambito della produzione lignea alpina. La qualità dell'intaglio, particolarmente evidente nella resa delle calzature robuste e nella plasticità delle vesti che sembrano reagire al movimento del corpo, è tipica delle botteghe attive tra le valli del Tirolo e dell'Adige. Qui, l'uso sapiente della doratura a foglia non aveva solo una funzione ornamentale, ma serviva a elevare la figura lignea, trasformando l'umile pellegrino in una presenza sacrale e luminosa all'interno delle macchine d'altare o delle nicchie devozionali. La policromia, giocata su toni bruni e dorati, conferisce infine un'unità cromatica che esalta la dignità monumentale della piccola statuaria, testimoniando la persistenza di un culto, quello di San Giacomo, profondamente radicato nell'identità europea e nelle rotte commerciali e di pellegrinaggio che attraversavano le Alpi.
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Legno dipinto
Altezza: 69
Riferimento (ID): 1739249
Disponibilità: Disponibile




































