Italia settentrionale - XVII sec. - Teschio Memento Mori in bronzo trafitto da una daga
Splendida Vanitas in bronzo fuso raffigurante un teschio trafitto da una daga la cui punta, uscendo dalla mandibola, va a formare una lingua.
Data la bizzarria dell’oggetto, caratterizzato da un’alta qualità esecutiva, esso deve collocarsi nell’ambito di un colto studiolo.
Con la Controriforma, infatti, si fortifica il tema del Memento Mori e la severità sull’osservazione ed il rispetto delle regole morali.
I colti studioli controriformati erano infatti il luogo perfetto dove collocare oggetti che trattassero il tema esaltandolo e talvolta superandone i precetti.
La punta della spada che diventa lingua, infatti, può essere visto come un modo di esorcizzare il tema della morte, esaltato in prima istanza dalla lama che con violenza trafigge il teschio.
Se da una parte la violenza dell’arma esalta e angoscia, la lingua inquieta e si prende gioco.
Non è un teschio come gli altri, ma una variazione sul tema della morte rarissimamente colta e pregevole.
L’interno è cavo e non presenta segni di assemblaggio, confermando che l’oggetto nasceva come scultura da studiolo e non come parte di altro manufatto.
L’usura e la patina, così come la foggia a S della guardia e il pomolo della daga, confermano la datazione tra fine XVI e inizio XVII secolo.
La fusione, osservando il modellato del teschio, è stata ricavata da un modello in cera.
Dim. cm 11,5 x 5,5 x 8,5H
Epoca: XVII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Bronzo
Larghezza: 5.5
Altezza: 8.5
Profondità: 11.5
Riferimento (ID): 1783557
Disponibilità: Disponibile






































