Mattia Traverso (Genova, 1885 – 1956), Predica di San Francesco agli uccelli
Mattia Traverso (Genova, 1885 – 1956)
Predica di San Francesco agli uccelli
Olio su tela, cm 117 x 153
Firmato e datato in basso a sinistra Mattia Traverso 1933
Il percorso artistico di Mattia Traverso, iniziato a Genova nel 1885, trova nel dipinto Predica di San Francesco agli uccelli una sintesi tra la solida formazione accademica e una sensibilità devozionale profonda, maturata durante i lunghi soggiorni romani. Figlio di un orafo, Traverso si formò presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti, distinguendosi precocemente per un talento che gli permise di ottenere, nel 1911, la prestigiosa borsa di studio Brignole Sale De Ferrari. Il saggio che gli valse tale riconoscimento fu la Salomè, un’opera dove la resa anatomica e la sensualità del soggetto annunciavano già quella padronanza della figura umana che sarebbe poi diventata il perno della sua produzione successiva, declinata sia in ambito profano che sacro. Grazie ai fondi della borsa di studio, il pittore poté stabilirsi a Roma, immergendosi in un clima artistico che lo portò a specializzarsi nella grande pittura religiosa e di sperimentare la tecnica dell’affresco, pur non abbandonando mai il ritratto e le scene di genere. Nel dipinto qui esaminato, Traverso affronta uno dei temi più celebri dell'iconografia francescana, tratto direttamente dalla Legenda Maior di San Bonaventura, in cui si narra di come il Poverello d’Assisi, nei pressi di Bevagna, si fosse rivolto agli uccelli esortandoli a lodare il Creatore. Il confronto con il celebre precedente giottesco della Basilica Superiore di Assisi appare inevitabile e funzionale a comprendere l’evoluzione del linguaggio figurativo: mentre Giotto operava una sintesi monumentale e didascalica, fissando l’evento in una spazialità definita da pochi elementi simbolici, Traverso immerge la scena in una natura rigogliosa e ricca di luce. San Francesco è collocato al centro della composizione, avvolto nel povero saio bruno, con il volto segnato da un’espressione di serena estasi e le mani mosse da un gesto di accoglienza. Intorno a lui, una moltitudine di uccelli di diverse specie si affolla al suolo e sui rami degli alberi, resi con una precisione quasi ornitologica che testimonia l'attenzione del pittore per il dato naturale. In secondo piano, sulla destra, si scorgono due compagni del santo che osservano il prodigio con un misto di stupore e devozione, inseriti in un paesaggio collinare che sfuma verso l’orizzonte sotto un cielo terso. La capacità di Traverso di spaziare tra generi diversi è confermata dal confronto con altre sue opere capitali: se qui prevale il lirismo spirituale, nell’Allegoria del lavoro (Il Primo Maggio) conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Genova l'artista dimostra una forza plastica e una tensione sociale di matrice differente, pur mantenendo quella solidità disegnativa appresa negli anni genovesi. La sua attività per le committenze ecclesiastiche è vastissima e lo vede protagonista in numerosi centri, come dimostra la Madonna alla liberazione degli eletti presso la Diocesi di Ferrara, dove la complessità compositiva si sposa con una ricerca luministica di grande effetto. Tuttavia, è nel territorio ligure che Traverso ha lasciato le testimonianze più capillari della sua arte religiosa, popolando le chiese di Genova e della regione con tele di notevole impatto emotivo. Si pensi al San Girolamo Emiliani presenta gli orfani alla Madonna, dove la tematica caritativa viene tradotta in un linguaggio accessibile ma di alta tenuta formale, o alla Samaritana al pozzo, opera in cui il dialogo sacro si tinge di una quotidianità densa di significati simbolici. Ancora, il San Bernardo celebra la messa e salva le anime ribadisce la sua abilità nell'orchestrare scene corali complesse, dove il soprannaturale irrompe nel reale con una naturalezza che è cifra distintiva di tutta la sua produzione. La Predica di San Francesco agli uccelli si inserisce perfettamente in questo catalogo, rappresentando un momento di equilibrio tra la narrazione agiografica tradizionale e una resa pittorica moderna, capace di trasmettere il messaggio francescano di armonia universale attraverso un uso sapiente del colore e della resa atmosferica, confermando Mattia Traverso come una delle figure più significative e prolifiche della pittura ligure della prima metà del Novecento.
Epoca: XX secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 153
Altezza: 117
Riferimento (ID): 1802664
Disponibilità: Disponibile






































