Veduta lacustre di Mario Moretti Foggia (XX secolo) su tavola
Artista: Mario Moretti Foggia (1882 - 1954)
Mario Moretti Foggia (Mantova, 1882 - Pecetto di Macugnaga, 1954)
Veduta lacustre con lavandaia
Olio su tavola,
Firmato in basso a sinistra
Elegante paesaggio lacustre realizzato da Mario Moretti Foggia (1882-1954), raffinato interprete del paesaggio italiano della prima metà del Novecento.
L'opera raffigura una quieta insenatura affacciata su un grande lago alpino, con una figura femminile intenta al bucato sulla riva, mentre sullo sfondo si sviluppa una bassa catena montuosa attraversata da piccoli nuclei abitati.
La composizione, costruita con grande equilibrio, è dominata dall'ampio specchio d'acqua che riflette le masse montuose e il cielo, caratterizzato da una vibrante formazione nuvolosa resa con pennellate corpose e luminose.
L'impostazione suggerisce una veduta dei laghi dell’alto Piemonte, territori che il pittore frequentò assiduamente negli ultimi decenni della sua vita. Pur non essendo identificabile con assoluta certezza il punto di osservazione, il dipinto appartiene chiaramente a quel filone di paesaggi lacustri e montani che costituisce una delle produzioni più apprezzate dell'artista.
Dal punto di vista tecnico, l'opera evidenzia le qualità migliori della pittura di Moretti Foggia: una stesura materica, costruita attraverso tocchi rapidi e sovrapposti, una tavolozza dominata da verdi, ocra e azzurri stemperati e una straordinaria attenzione agli effetti atmosferici. La luce, più che descrivere il paesaggio, ne costruisce la struttura visiva, conferendo profondità e unità all'intera composizione. La piccola figura della lavandaia introduce un elemento narrativo che umanizza la scena senza alterarne il carattere contemplativo, richiamando quella tradizione del paesaggio lombardo e piemontese nella quale il lavoro quotidiano si integra armoniosamente con la natura.
La pennellata larga e sintetica rivela gli insegnamenti ricevuti durante la formazione presso l'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente all'Accademia di Brera, dove Moretti Foggia studiò con maestri quali Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone. Pur partendo da solide basi accademiche, il pittore sviluppò un linguaggio personale vicino al naturalismo lombardo, aperto agli esiti dell'impressionismo italiano e, in alcune opere, a una scomposizione cromatica di ascendenza divisionista.
Nato a Mantova nel 1882, Mario Moretti Foggia esordì giovanissimo nelle principali esposizioni milanesi, partecipando alle rassegne della Permanente e della Famiglia Artistica. Fu presente a quattro edizioni della Biennale di Venezia tra il 1920 e il 1926 e sviluppò parallelamente una significativa attività come pittore orientalista, grazie ai numerosi viaggi compiuti in Egitto, Siria e Nord Africa. Tuttavia, accanto alle celebri vedute del Cairo e di Damasco, la produzione dedicata ai paesaggi del Verbano e dell'arco alpino rappresenta oggi una delle testimonianze più sincere della sua ricerca pittorica, nella quale la natura diventa protagonista assoluta della composizione.
Questo dipinto trova confronti diretti con simili opere dedicate ai laghi piemontesi, presenti in collezioni pubbliche e private, nelle quali ricorrono la medesima costruzione spaziale, l'uso della luce radente e la presenza di piccole figure immerse nel paesaggio.
La firma autografa in basso a sinistra, la qualità della materia pittorica e la freschezza esecutiva collocano questo lavoro tra gli esempi più convincenti della maturità dell'artista, periodo in cui il paesaggio diventa sintesi di osservazione diretta e sensibilità luministica.
- Tutte le nostre opere sono corredate da un approfondito certificato di autenticità.
- Imballaggio professionale e spedizione assicurata per garantire la massima sicurezza nel trasporto.
- Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci +39 329 319 4887 – info@dequart.com
- Possibilità di VIDEO CHIAMATE e visioni dirette su appuntamento a MILANO e BORGOMANERO (NO).
- Ulteriori informazioni e fotografie: www.dequart.com IG - FB @dequ.art
Veduta lacustre con lavandaia
Olio su tavola,
Firmato in basso a sinistra
Elegante paesaggio lacustre realizzato da Mario Moretti Foggia (1882-1954), raffinato interprete del paesaggio italiano della prima metà del Novecento.
L'opera raffigura una quieta insenatura affacciata su un grande lago alpino, con una figura femminile intenta al bucato sulla riva, mentre sullo sfondo si sviluppa una bassa catena montuosa attraversata da piccoli nuclei abitati.
La composizione, costruita con grande equilibrio, è dominata dall'ampio specchio d'acqua che riflette le masse montuose e il cielo, caratterizzato da una vibrante formazione nuvolosa resa con pennellate corpose e luminose.
L'impostazione suggerisce una veduta dei laghi dell’alto Piemonte, territori che il pittore frequentò assiduamente negli ultimi decenni della sua vita. Pur non essendo identificabile con assoluta certezza il punto di osservazione, il dipinto appartiene chiaramente a quel filone di paesaggi lacustri e montani che costituisce una delle produzioni più apprezzate dell'artista.
Dal punto di vista tecnico, l'opera evidenzia le qualità migliori della pittura di Moretti Foggia: una stesura materica, costruita attraverso tocchi rapidi e sovrapposti, una tavolozza dominata da verdi, ocra e azzurri stemperati e una straordinaria attenzione agli effetti atmosferici. La luce, più che descrivere il paesaggio, ne costruisce la struttura visiva, conferendo profondità e unità all'intera composizione. La piccola figura della lavandaia introduce un elemento narrativo che umanizza la scena senza alterarne il carattere contemplativo, richiamando quella tradizione del paesaggio lombardo e piemontese nella quale il lavoro quotidiano si integra armoniosamente con la natura.
La pennellata larga e sintetica rivela gli insegnamenti ricevuti durante la formazione presso l'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente all'Accademia di Brera, dove Moretti Foggia studiò con maestri quali Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone. Pur partendo da solide basi accademiche, il pittore sviluppò un linguaggio personale vicino al naturalismo lombardo, aperto agli esiti dell'impressionismo italiano e, in alcune opere, a una scomposizione cromatica di ascendenza divisionista.
Nato a Mantova nel 1882, Mario Moretti Foggia esordì giovanissimo nelle principali esposizioni milanesi, partecipando alle rassegne della Permanente e della Famiglia Artistica. Fu presente a quattro edizioni della Biennale di Venezia tra il 1920 e il 1926 e sviluppò parallelamente una significativa attività come pittore orientalista, grazie ai numerosi viaggi compiuti in Egitto, Siria e Nord Africa. Tuttavia, accanto alle celebri vedute del Cairo e di Damasco, la produzione dedicata ai paesaggi del Verbano e dell'arco alpino rappresenta oggi una delle testimonianze più sincere della sua ricerca pittorica, nella quale la natura diventa protagonista assoluta della composizione.
Questo dipinto trova confronti diretti con simili opere dedicate ai laghi piemontesi, presenti in collezioni pubbliche e private, nelle quali ricorrono la medesima costruzione spaziale, l'uso della luce radente e la presenza di piccole figure immerse nel paesaggio.
La firma autografa in basso a sinistra, la qualità della materia pittorica e la freschezza esecutiva collocano questo lavoro tra gli esempi più convincenti della maturità dell'artista, periodo in cui il paesaggio diventa sintesi di osservazione diretta e sensibilità luministica.
- Tutte le nostre opere sono corredate da un approfondito certificato di autenticità.
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1 150 €
Epoca: XX secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Dipinto ad olio su legno
Riferimento (ID): 1804171
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa






































