Mario Cavaglieri (Rovigo 1887 - Pavie 1969) – Interno con servizio da caffè , 1914 circa
Artista: Mario Cavaglieri (rovigo 1887 - Pavie 1969)
Olio su cartone pressato, firmato in basso a destra "CAVAGLIERI". Quest'opera di Mario Cavaglieri, databile al 1914 circa, appartiene al fortunato periodo giovanile degli anni Dieci, stagione segnata dall'adesione alle Secessioni Romane. In questa fase il pittore predilige la rappresentazione dei colti interni della borghesia del tempo, descritti con un'andatura ricca e una straordinaria pastosità materica. Il colore è steso in modo grasso, denso e quasi a rilievo, trasformando la superficie del cartone in un intarsio cromatico vibrante che cattura la luce ed esalta la plasticità degli elementi. La composizione si sviluppa secondo un taglio fotografico moderno e ravvicinato, articolandosi su tre precisi livelli di profondità. Il primo piano è interamente occupato da un vassoio con un servizio da caffè completo, i cui volumi emergono grazie a densi tocchi di biacca. Subito dietro, a scandire lo spazio mediano, si staglia la linea mossa e sinuosa di una console in stile Luigi Filippo, arredo d'epoca ricorrente nella produzione dell'artista. Chiude lo sfondo una sfarzosa parete decorata con una carta da parati a grandi motivi floreali: i vistosi fiori blu dal forte cromatismo generano un audace contrasto visivo con le tonalità calde dei legni sottostanti, richiamando la sensibilità dei Nabi francesi e l'estetica secessionista mitteleuropea. A confermare la storicità dell'opera concorre il retro del supporto, dove è impresso il nitido timbro del deposito di materiali d'arte R. Aleksandrowicz di Cracovia. Questo importante fornitore d'inizio Novecento convalida pienamente la datazione proposta, trovando riscontro anche nei coevi appunti storici d'inventario leggibili sul cartoncino. BIOGRAFIA DELL'ARTISTA Nato a Rovigo nel 1887 da un'agiata famiglia, Mario Cavaglieri si forma tra Padova – dove stringe una fondamentale amicizia con Felice Casorati – e Firenze, frequentando lo studio di Giovanni Fattori. Un viaggio a Parigi nel 1911 segna la svolta decisiva: supera il naturalismo ottocentesco assimilando la lezione post-impressionista, il fauvismo e l'intimismo dei francesi Vuillard e Bonnard. La consacrazione avviene negli anni Dieci. Esponendo a Ca' Pesaro e alle edizioni della Secessione Romana (1913-1915), si impone come una delle voci più originali e colte del panorama italiano. È il periodo dei suoi celebri "anni brillanti", in cui l'indubbio gusto da dandy lo porta a ritrarre con sfarzo decorativo e pennellata densa i fasti dell'alta società. Nel 1920 tiene un'importante personale alla Galleria Pesaro di Milano presentata da Vittorio Pica, attirando il plauso di Roberto Longhi. Nel 1925 si ritira in Francia nella tenuta di Peyloubère a Pavie (Gers), di cui affresca interamente le stanze (oggi monumento storico). Qui prosegue una ricerca pittorica più intima e appartata, interrotta solo da un temporaneo rientro in Italia durante il secondo conflitto mondiale. Muore a Pavie nel 1969. Le sue opere sono oggi conservate nei maggiori musei d'arte moderna e in prestigiose collezioni pubbliche e private.
4 800 €
Epoca: XX secolo
Stile: Altro stile
Stato: Sato molto buono
Materiale: Dipinto ad olio su cartone
Lunghezza: 24
Altezza: 19
Riferimento (ID): 1843464
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa































