XIX secolo, Busto della Venere Italica
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XIX secolo, Busto della Venere Italica

XIX secolo

Busto della Venere Italica

Marmo, cm 42 x 23 x 13

Il busto in marmo bianco dell’Ottocento raffigura una giovane donna dal capo lievemente reclinato e dallo sguardo rivolto di lato con un’espressione quieta. I capelli, raccolti in morbide trecce sulla sommità del capo e in ciocche ondulate sulla fronte, sono lavorati con un delicato effetto chiaroscurale che contrasta con la levigatezza del volto e delle spalle. Un lembo di panneggio scivola sul petto, lasciando il busto scoperto. L’opera poggia su un piccolo piedistallo circolare in marmo venato, secondo la tipologia tipica dei busti da collezione.

La scultura riprende il volto della Venere Italica di Antonio Canova, oggi conservata alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. L’originale nacque come compensazione per il trasferimento in Francia della Venere de’ Medici, sottratta dalle truppe napoleoniche durante le spoliazioni di opere d’arte italiane, e a quel modello lo scultore si ispirò idealmente. Collocata nel 1812 nella Tribuna degli Uffizi, proprio al posto della Venere de’ Medici, fu poi trasferita a Palazzo Pitti. Canova rappresentò la dea nell’atto di coprirsi con un telo, forse sorpresa dall’arrivo di qualcuno, secondo il tema classico della Venus pudica, di cui esistevano celebri precedenti antichi.

Questa scultura è frutto del clima neoclassico: vi si riconosce l’adesione alle teorie di Johann Joachim Winckelmann, che individuava nell’arte greca la ricerca del bello ideale e la «nobile semplicità e quieta grandezza». Lontano dallo sconvolgimento delle passioni e delle emozioni, il volto è composto e sereno. L’idealizzazione resta il tratto distintivo della scultura ottocentesca di derivazione canoviana, che per decenni continuò a replicare i modelli del maestro e dell’antico.

Opere di questo tipo, in dimensioni ridotte e spesso in marmo bianco o alabastro, venivano prodotte dalle botteghe italiane, soprattutto fiorentine e romane, per i viaggiatori del Grand Tour, che le acquistavano come ricordo dei capolavori ammirati durante il soggiorno in Italia. Il busto qui presentato testimonia dunque sia la fortuna di un’icona canoviana sia il gusto collezionistico di un’epoca che faceva dell’antico un oggetto di memoria e di dialogo domestico con l’antichità classica.

2 600 €

Epoca: XIX secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Marmo

Larghezza: 23

Altezza: 42

Profondità: 13

Riferimento (ID): 1847476

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
Milano 20129, Italia

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