Pierre Klemczynski (1910–1991)
Annexe de l’Hôpital Saint-Louis, Paris
Olio su tela, firmato a sinistra
65 × 53,5 cm
Cornice in legno dorato.
Questo paesaggio urbano raffigura l’annesso dell’Hôpital Saint-Louis a Parigi, parte del vasto complesso ospedaliero voluto da Enrico IV agli inizi del XVII secolo. L’ospedale venne concepito come struttura gemella all’Hôtel-Dieu e progettato da Claude Vellefaux; i suoi edifici periferici, come quello rappresentato nel dipinto, erano destinati a funzioni di servizio e isolamento, con volumi compatti e linee severe. L’angolo mostrato da Klemczynski appartiene proprio a queste aree laterali, pensate in origine per tenere separate le malattie contagiose: per questo l’architettura appare semplice, priva di decorazioni superflue, e immersa in una calma quasi monastica.
L’artista isola l’edificio dietro un alto muro che taglia la scena, trasformando questa architettura seicentesca in una presenza stabile, osservata in un momento di assoluta quiete. La veduta è spopolata, silenziosa, ridotta ai tre elementi che gli interessano: muro, edificio e cielo. Questa scelta, vicina alla sensibilità dell’École de la Bastille, mette in evidenza il gusto per le forme nette e per gli spazi depurati da ogni dettaglio narrativo. L’atmosfera richiama alcune vedute urbane di Utrillo, dove le architetture storiche diventano luoghi interiori.
Stato di conservazione: ottimo, con una micro caduta di colore nel cielo.
Sul retro si trovano diverse etichette: una con il titolo Annexe Hôpital Saint-Louis – Paris, un’etichetta con nome e indirizzo dell’artista, annotazioni d’epoca e un’etichetta del Salon des Indépendants, che conferma la presentazione dell’opera al celebre Salone parigino.
Pierre Klemczynski si formò tra l’École Ernest Meissonnier e l’Académie de la Grande Chaumière. Negli anni Trenta lavorò come pittore scenografo alla Comédie-Française, in un ambiente vicino a Raoul Dufy. Nel dopoguerra il rapporto con Georges Giraudon – fondatore dell’École de la Bastille – consolidò il suo orientamento verso immagini misurate, costruite con pochi elementi scelti con cura.
Espose ai principali Salons parigini e ottenne premi come il Prix d’Expression (1949), il Prix de la Critique (1972) e il Prix Léonard de Vinci (1973). Nel 1961 un suo dipinto, L’église de Vescles, fu consegnato come premio al regista François Truffaut. Le sue opere fanno parte delle collezioni del Musée des Beaux-Arts di Lons-le-Saunier, che nel 2016 gli ha dedicato una retrospettiva.
Il dipinto è pubblicato nel catalogo ragionato curato da Bernard Chemorin.


































Le Magazine de PROANTIC
TRÉSORS Magazine
Rivista Artiquariato