Giorgio Rossi (1892–1963), Testa asimmetrica d’uomo in terracotta, anni 1930, h. 34 cm
Terracotta, esemplare unico
Altezza: 34 cm
Questo bassorilievo, concepito quasi come una maschera, rappresenta un volto maschile colto di profilo e volutamente asimmetrico. La fisionomia è costruita attraverso piani semplificati e tagli netti, secondo un linguaggio pienamente novecentesco, vicino alle ricerche formali sviluppate in Italia tra le due guerre.
Il naturalismo resta riconoscibile, ma viene trasformato in una sintesi moderna, dove la deformazione diventa scelta plastica e non caricatura. La testa appare come un’immagine sospesa tra ritratto e archetipo, con un’intensità quasi metafisica.
L’opera è databile agli anni della partecipazione di Giorgio Rossi alla Biennale di Venezia (1930 e 1936), periodo in cui l’artista presenta sculture affini per stile, come la celebre Testa di uomo grasso.
Sul retro sono visibili tracce della lavorazione dell’argilla.
L’opera è pubblicata nel catalogo Le voci di dentro. La scultura di Giorgio Rossi, Edizioni Polistampa, Firenze, 2010, p. 29, realizzato in occasione della mostra monografica dedicata all’artista.
Provenienza: collezione privata, proveniente direttamente dalla famiglia dell’artista.





































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