Il Legionario (o Giovane eroe con gladio)
SCHEDA TECNICA DELL'OPERA
Dati Identificativi
- Autore: Alberto Bazzoni (San Nicomede, 1889 – Milano, 1973)
Titolo attribuito: Il Legionario (o Giovane eroe con gladio)
Epoca / Datazione: Circa 1930 (Anni '20 – '30)
Tipologia: Scultura da cavalletto
Materia e Tecnica: Terracotta patinata / patinatura a cera
Dimensioni: Altezza 64 cm
Firma / Marchi: Non specificati (da verificare sulla base o sul retro)
Inquadramento Storico e Periodo Realizzativo
L'opera si colloca tra la fine degli anni '20 e la metà degli anni '30, durante la piena maturità artistica di Alberto Bazzoni. In questo ventennio, l'artista affiancò alle monumentali commissioni pubbliche (i Monumenti ai Caduti della Prima Guerra Mondiale e le decorazioni per la Stazione Centrale di Milano) la realizzazione di terrecotte e bronzi di medio formato destinate alle collezioni private e alle mostre d'arte corporative.
Analisi Stilistica e Corrente Artistica
La scultura è un'espressione del movimento Novecento Italiano e del clima culturale del "Ritorno all'Ordine":
- Sintesi Volumetrica e Formale: La figura umana è costruita con linee pulite, essenziali e vigorose. La muscolatura del torso, delle braccia e delle gambe è ben modellata ma priva di esasperazioni anatomiche, privilegiando la solidità plastica e l'armonia delle masse.
- Ponderazione Classica: L'impostazione anatomica richiama il chiasmo e il contrapposto della statuaria classica greca e romana. Il peso del corpo poggia sulla gamba destra, mentre la mano sinistra è appoggiata sul fianco e la destra sostiene l'impugnatura del gladio con la punta rivolta verso il basso.
Trattamento della Superficie: La terracotta presenta una patinatura calda, liscia ed omogenea, concepita per esaltare i passaggi chiaroscurali prodotti dalla luce sui volumi del corpo.
Iconografia e Significato Simbolico
- L'Arma (Gladio): La spada corta tenuta nella mano destra è identificabile come un gladio romano. Nell'antica Roma il gladio era l'arma simbolo del legionario; nell'arte degli anni '30 divenne la metafora visiva della prontezza, della difesa e del coraggio.
Il Drappo e la Nudità Eroica: La scelta della nudità parziale, mitigata da un leggero drappeggio sui fianchi e sostenuto dal braccio sinistro, si rifà al concetto classico di "nudità eroica", svincolando il soggetto da un'epoca storica specifica per elevarlo a simbolo universale di giovinezza e forza.
Interpretazione: Più che un ritratto realistico di un soldato o di un gladiatore dell'arena, l'opera rappresenta l'idealizzazione del cittadino-soldato / eroe classico, perfettamente in linea con il gusto allegorico dell'epoca.
Nota Biografica sull'Artista
- Formazione e primi anni: Nato nel 1889 a San Nicomede (PR), si formò all'Accademia di Belle Arti di Parma (1908-1913).
Esperienza bellica e monumenti: Combattente nella Grande Guerra, realizzò importanti Monumenti ai Caduti in Emilia-Romagna (Fidenza, Salsomaggiore, Reggio Emilia).
L'attività a Milano: Stabilitosi a Milano dal 1926, scolpì la statua di Sant'Agostino per il Duomo di Milano e realizzò i rilievi e gli apparati scultorei della Stazione Centrale di Milano (inaugurata nel 1931).
Il periodo parigino e la maturità: Negli anni '30 lavorò a lungo a Parigi creando sculture in bronzo e terracotta per il mercato internazionale. Morì a Milano nel 1973.
Epoca: XX secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Terracotta
Riferimento (ID): 1834092
Disponibilità: Disponibile





































