Francia (Champagne) - II metà del XIV sec. - Busto di Santo Vescovo in pietra calcarea
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Francia (Champagne) - II metà del XIV sec. - Busto di Santo Vescovo in pietra calcarea

Durante periodo gotico, l'area della Champagne è stata capofila nell'elaborazione di

modelli scultorei di altissimo pregio, di cui massima espressione sono i cantieri di Reims e Troyes.

Questo eccezionale busto in pietra calcarea, che conserva tracce della policromia e della

doratura originali, si colloca in una fase matura della scultura gotica di tale area, non collegata ai grandi cantieri ma sicuramente parte della decorazione interna di una importante

cattedrale: probabilmente parte di un monumento funebre, come testimoniano alcune tracce di cera da candela, iIpezzo deve riferirsi ad una importante figura ecclesiastica: tra tutti i confronti analoghi per soggetto ed epoca, infatti, il presente in esame si distingue per la

qualità esecutiva del volto e per la raffinatissima decorazione dei paramenti: la mitria e

piviale, nel dettaglio del colletto decorato con 6 medaglioni quadrilobati con all'interno figure

di Santi, sono realizzate con una altissima finezza scultorea.

Andando ad analizzare i fiori della mitria, che simulano i fiori in metallo sbalzato che erano

applicati alle mitrie reali dell'epoca mediante fili d'oro, questi possono dirsi senza dubbio di

qualità altissima e quasi inedita in modelli scultorei analoghi. Ipetali sono realizzati con

naturalismo idealizzato e virtuosistico, andando a creare una sinuosità nel movimento della

foglia di particolare perizia tecnica. La traduzione da oreficeria a scultura, sempre

estremamente complessa, può dirsi qui ottimamente eseguita.

Questa ultima osservazione (naturalismo idealizzato e virtuosistico) apparentemente

paradossale fa completamente pendant con lo stile complessivo dell'opera: infatti il volto e

l'espressione seria e austera rimandano ad una fase non ancora troppo matura, a cavallo tra

due e trecento, dove però (in tale area) sussisteva una minore tendenza al preziosismo

decorativo. La ricchezza e la sovrabbondanza riscontrabili nelle decorazioni dei paramenti

fanno invece riferimento ad una fase matura, ma non ancora proiettata nel quattrocento,

dove invece impulsi rinascimentali già tendevano ad accentuare un naturalismo che si

traduceva in una maggiore ritrattistica, specialmente per monumenti o sculture destinate a

personaggi di alto rango.

ll trattamento generale dell'anatomia (occhi, naso, bocca, capelli) è la base analitica che ci

porta e ci ferma all'interno del XIV secolo, possibilmente nella prima metà.

L'intenzione dell'artista, pur non discostandosi dalla realtà (il ritratto è verosimile) è di

trasmettere Irango e Ipotere spirituale del soggetto, reso tramite la fissità e alterità dello

sguardo, ma anche attraverso la ricchezza dei suoi paramenti.

L'accento ritrattistico lo si può notare anche all'interno dei medaglioni, dove la forma di

attributo permette di uscire dal modello e di realizzare dunque ritratti più realistici,

all'apparenza quasi "più classicheggianti".

Questo insieme blinda la datazione nella seconda metà del XIV secolo, a nostro avviso dal

1340 al 1360, dove lungi dalle eco classiche del rinascimento Italiano, si comincia a

"rimacinare" gli stilemi del gotico, talvolta uscendo impercettibilmente dagli schemi canonici,

per quanto rimanendoci ancorati saldamente.

Un gotico cortese, influenzato dallo sfarzo emanato dai grandi centri di potere, spirituale

quanto temporale. Si elabora, si supera, si replica con eccellenza quanto già eccellente era.

Questo pezzo racchiude in sé radicamento all'interno della tradizione gotica e

contemporaneamente esprime la tensione evolutiva insita negli artisti dell'epoca, che non si

esprime nel soggetto principale bensì nei suoi accessori.

Un oggetto di qualità altissima, perfetto nell'aderenza ai canoni gotici del volto, esempio

rappresentativo, ma che non si ferma a quello.

A livello conservativo, a parte qualche abrasione superficiale, si può dire in buone

condizioni.

La doratura e la policromia originali, testimonianza del pregio assoluto dell'opera, si

conservano in piccole tracce.


Provenienza: ex collezione Winfried e Gisela Schönberger


Si garantiscono autenticità e lecita provenienza

12 000 €

Epoca: Prima del XVI secolo

Stile: Altro stile

Stato: En l'etat

Materiale: Pietra

Larghezza: 37

Altezza: 44

Profondità: 22

Riferimento (ID): 1841680

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Monteroni d'Arbia 53014, Italia

+39 3391399136

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