Francisque Joseph Duret (19 ottobre 1804 – 26 maggio 1865) è stato uno scultore francese, figlio e allievo di François-Joseph Duret (1732–1816). Incarnò lo spirito dell'idealismo romantico all'interno della tradizione neoclassica, realizzando sculture monumentali che catturavano sia la grandiosità che le emozioni umane. La sua eredità si estende oltre le sue singole opere, plasmando il panorama artistico della Francia di metà secolo e influenzando generazioni di scultori.
Nato a Parigi in una famiglia ricca di tradizione scultorea – suo padre era lui stesso un celebre scultore – gli anni formativi di Duret furono segnati dall'esposizione all'arte e all'artigianato fin dalla tenera età. Inizialmente intraprese studi teatrali, dimostrando un apprezzamento per la performance e la narrazione visiva. Tuttavia, riconobbe rapidamente la scultura come la sua vera vocazione, iscrivendosi al Conservatorio e studiando con François-Joseph Bosio, la cui influenza instillò in lui una meticolosa attenzione ai dettagli e una profonda comprensione dell'estetica classica. Fondamentalmente, gli insegnamenti di Bosio favorirono la capacità di Duret di osservare il comportamento umano, un'abilità che si sarebbe rivelata inestimabile per tutta la sua carriera artistica. La borsa di studio del Prix de Rome, assegnatagli nel 1823, consolidò la sua posizione di talento emergente, proiettandolo nell'ambiente artistico italiano, dove affinò le sue capacità e sviluppò il suo stile distintivo.
La sensibilità artistica di Duret si orientò fortemente verso il Neoclassicismo, rispecchiando le correnti stilistiche prevalenti del suo tempo: una reazione agli eccessi del Rococò e un ritorno agli ideali dell'antica Grecia e Roma. Questo impegno è evidente nelle sue prime opere, caratterizzate da composizioni serene, figure idealizzate ed esecuzione magistrale. Il *Pescatore napoletano che balla la tarantella* (1833), esposto al Louvre, è una testimonianza di questo stile: una scultura in bronzo dinamica che catturava il fervore delle tradizioni popolari italiane con notevole precisione. Consolidò immediatamente la reputazione di Duret come scultore capace di trasmettere sia rigore intellettuale che emozione viscerale. Altrettanto impressionante è *Improvisatore napoletano* (1839), conservato al Museo di Lipsia, che dimostra la sua capacità di ritrarre il carattere umano con sensibilità sfumata.
La carriera di Duret raggiunse la ribalta grazie a numerose commissioni prestigiose, sia nelle opere per edifici pubblici che nella produzione di ritratti, grazie anche alle qualità di osservazione del comportamento umano acquisite nel corso dei suoi studi teatrali.
L'influenza di Duret si estese oltre la sua produzione scultorea; fu un stimato professore all'École des Beaux-Arts, dove coltivò il talento di future generazioni di scultori, tra cui Jean-Baptiste Carpeaux, Jules Dalou, Henri Chapu, Alphonse Lami, Édouard Lanteri, Bénédict Rougelet e Jules Édouard Valtat.
Sebbene l'opera di Duret non possa vantare un numero di opere così elevato rispetto ad alcuni contemporanei, le sue sculture, in particolare quelle commissionate per progetti monumentali, rimangono simboli duraturi dell'idealismo romantico e del patrimonio culturale francese. Continuano a ispirare ammirazione per la loro brillantezza tecnica e la loro potenza espressiva, assicurando a Duret un posto come figura cardine nella storia della scultura del XIX secolo.
Il busto è in ottimo stato di conservazione. È firmato F. Duret sul busto a destra. Infimi segni del tempo compatibili con l'epoca.
Misure
H cm 58
L max cm 36
P max cm 20
Base cm 20 x 18,5
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