Veduta ottica illuminabile giorno/notte – Londra, Piazza della Borsa (Royal Exchange), ca. 1760–1780
Tecnica: acquaforte acquerellata, traforata a punzone, con inserti di carte colorate applicati sul verso
Veduta ottica illuminabile giorno / notte, per zograscopio o scatola ottica
Epoca: ca. 1760–1780
Stato di conservazione: buono stato generale; la carta presenta lievi ondulazioni, compatibili con l’età e la tecnica dell’opera, senza compromettere la lettura dell’immagine né l’effetto di illuminazione
Dimensioni: 50 × 36 cm (con cornice)
Questa veduta ottica raffigurante la Piazza della Borsa di Londra (Royal Exchange) è stata concepita fin dall’origine per un effetto giorno/notte. Con illuminazione frontale l’immagine appare come una scena diurna animata; retroilluminata, si trasforma in una veduta notturna, con le finestre degli edifici che si accendono grazie a un articolato sistema di traforature e inserti di carta colorata.
La stampa è realizzata ad acquaforte acquerellata, successivamente traforata a punzone in corrispondenza delle finestre e di alcuni elementi architettonici. Sul verso sono visibili inserti di carte colorate applicati dietro le aperture, insieme a zone oscurate destinate a controllare il passaggio della luce.
Questo tipo di lavorazione indica un esemplare destinato a un uso spettacolare, pensato per la visione attraverso zograscopio o scatola ottica.
Al verso si conservano annotazioni manoscritte antiche che identificano il soggetto (“Veduta della Piazza Reale a Londra / Palazzo sulla Borsa”) e attestano l’appartenenza dell’opera a una serie organizzata, secondo una pratica comune nelle produzioni di vedute ottiche destinate a raccolte e armadi delle curiosità. Presentate in successione, queste immagini funzionavano come quinte teatrali, accompagnando racconti geografici o morali.
Dal punto di vista storico-produttivo, l’opera è riconducibile alla produzione parigina della rue Saint-Jacques, principale centro europeo per la diffusione delle vedute ottiche nella seconda metà del XVIII secolo.
Per confronto con esemplari conservati in collezioni pubbliche francesi, l’edizione è probabilmente da riferire a Paul-André Basset, in ambito Jean-François Daumont, con incisione attribuibile a Laurent-Pierre Lachaussée.





































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