Tecnica e materiali: acquaforte acquerellata, traforata a punzone, con interventi a collage e inserti di carte colorate applicati sul verso
Epoca: XVIII secolo (ca. 1770)
Attribuzione: Georg Balthasar Probst (Augusta, 1732 – Augusta, 1801)
Stato di conservazione: buono stato generale; la carta presenta lievi ondulazioni compatibili con l’età e la tecnica dell’opera, senza compromettere la lettura dell’immagine né l’effetto di illuminazione
Dimensioni: 49 × 35 cm (con cornice)
Nel XVIII secolo, prima del cinema e della fotografia, le immagini erano una forma di intrattenimento. Le vedute ottiche costituivano un passatempo colto e sorprendente: stampe concepite per essere inserite in scatole ottiche, illuminate e osservate attraverso lenti e specchi. Potevano essere mostrate durante le serate, conservate negli armadi delle curiosità o persino affittate, come piccoli spettacoli domestici che univano conoscenza, meraviglia e illusione visiva.
Questa veduta ottica raffigura il Colosso di Rodi, una delle Sette Meraviglie del mondo antico, e appartiene alla celebre serie dedicata alle Meraviglie pubblicata da Georg Balthasar Probst ad Augusta nel XVIII secolo. La scena propone una visione immaginaria e teatrale del colosso all’ingresso del porto, secondo l’iconografia diffusa nel Settecento.
L’esemplare si distingue in modo particolare perché concepito specificamente per un effetto giorno/notte: con illuminazione frontale l’immagine appare diurna, mentre retroilluminata si trasforma grazie alle traforature e agli inserti di carta colorata applicati sul verso. Sebbene la stampa del Colosso di Rodi sia nota in diversi esemplari, è estremamente raro trovarne uno pensato fin dall’origine per la visione giorno/notte, caratteristica che rende questo foglio particolarmente significativo all’interno della produzione di Probst.
La bottega di Georg Balthasar Probst, nata e attiva ad Augusta, fu uno dei principali centri europei per la produzione di vues d’optique, specializzandosi in soggetti di forte impatto visivo: città lontane, architetture monumentali e le grandi Meraviglie del Mondo, destinate a stupire il pubblico del tempo attraverso l’illusione ottica e la luce.






































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