XVII secolo, Pietà
XVII secolo
Pietà
Alabastro, cm alt. 15
Con base, cm 26 x 25
La scultura in esame si inserisce nel ricco e secolare filone iconografico della Pietà, un soggetto che, nel XVII secolo, ovvero in piena epoca Barocca e della Controriforma, acquisiva una rinnovata intensità emotiva e un forte impatto sulla devozione popolare.
L'iconografia della Vergine Maria che sostiene sul proprio grembo il corpo senza vita di Gesù, deposto dalla croce, ha le sue radici nella scultura devozionale del Nord Europa. Questo specifico soggetto è noto come Vesperbild (letteralmente "immagine del Vespro"), una tipologia nata nella Germania del XIV secolo, in particolare nella regione del Reno. Le prime Vesperbilder erano caratterizzate da un intenso e talvolta crudo patetismo, volte a suscitare nel fedele una profonda pietas (compassione) attraverso la rappresentazione della sofferenza estrema di madre e figlio. Questa esigenza di una devozione immediata, viscerale e affettiva, propria della scultura gotica, trovò un fertile terreno di continuità anche nel Barocco del Seicento, che mirava a commuovere e coinvolgere emotivamente i fedeli secondo i dettami del Concilio di Trento. L'opera qui rappresentata realizzata in alabastro che conferisce una certa luminosità e morbidezza tipiche delle forme più evolute (come le "Belle Pietà" tardo-gotiche), recupera la composizione compatta e densa del modello nordico. La figura della Vergine è seduta e il corpo di Cristo è abbandonato in diagonale sulle sue ginocchia, un formato che amplifica il senso di peso inerte e l'abbandono al dolore. Lo sviluppo dell'iconografia in Italia è indissolubilmente legato alla figura di Michelangelo Buonarroti che, alla fine del Quattrocento, aveva rivoluzionato il tema. La sua celeberrima Pietà Vaticana (1498-1499) stabilì un canone di perfezione formale e idealizzazione in pieno spirito Rinascimentale: la Vergine è rappresentata giovane e il corpo di Cristo è di una bellezza plastica e composta, superando il dramma gotico in favore di un'armonia sublime.
Nel XVII secolo, tuttavia, l'arte barocca, pur riconoscendo l'autorità formale del capolavoro giovanile, si allontanò spesso da quell'idealismo sereno. Gli scultori seicenteschi cercarono una maggiore tensione drammatica e una resa più palpabile del pathos. In questo senso, essi si ricollegarono idealmente non tanto alla compostezza della Pietà Vaticana, quanto piuttosto al crudo realismo emotivo insito nell'origine del Vesperbild, o alla sofferenza spirituale e alla fusione delle figure che caratterizzano le ultime, incompiute opere michelangiolesche come la Pietà Rondanini.
Epoca: XVII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Alabastro
Altezza: 15
Riferimento (ID): 1847449
Disponibilità: Disponibile





































